MY FAVOURITE GAME

ANNA MARIA TINA

My favourite game è un progetto che indaga il confine tra lo spazio privato e lo spazio pubblico, ponendo l’attenzione sul tentativo individuale di ritagliarsi una vita su misura e lo scontro con la resistenza apposta dal reale. L’installazione registra il segno costrittivo e violento che il processo di crescita e adattamento alla realtà comporta, presentando un mondo domestico privato, protettivo, esattamente “a misura di se stessi” ma non intatto. La ricerca riflette anche l’impossibilità di sottrarsi ai criteri di valutazione sociale, e la pressione esercitata dalla “comunità” al fine di rendere ciascuno conforme a modelli psicologici vincenti. I tre elementi interdipendenti che costituiscono My favourite game sono costruiti su base modulare il cui coefficiente è m. 1,73, misura che corrisponde alla mia altezza. I primi due sono derivati dalla scomposizione di un modulo abitativo, il terzo è una serie di quiz per la valutazione della personalità. La struttura della cellula abitativa richiama nella forma l’archetipo del disegno infantile della casa ed è priva dei mobili che ne permetterebbero l’uso. In parallelo con la struttura è installato un ambiente costituito da sedia, letto ed altri oggetti modificati, una stanza autosufficiente e abitabile, costruita in relazione a un sistema ergonomico del tutto personale in modo che, anche in questo caso, ogni oggetto riporti misurazioni modulari di m. 1,73. Le domande sono tratte da test psicologici di tipo militare, di psicologia dello sviluppo infantile, di valutazione del comportamento animale. L’intera installazione prevede la possibilità di essere “abitata” dal fruitore che può usufruire dei mobili e provare a rispondere alle domande del test. Gli oggetti, però, non rispettando misure standard, impongono delle limitazioni alla comodità, i responsi del test possono riservare delle sorprese circa la loro attendibilità. My favourite game presenta uno spazio “accogliente” in cui è possibile giocare un gioco costrittivo, costruito su misura per qualcun altro. Possibile evoluzione del progetto è la riunificazione dei tre elementi dell’installazione in modo da ricomporre un modulo abitativo che, posizionato in un qualsiasi spazio interstiziale della città, venga assorbito dal suo flusso con usi non previsti da me. 

PLACENTIA ARTE -
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